Follow Us Join us on Facebook Join us on Linkedin Join us on Twitter Join us on Google+ Join us on Printrest We are on Visit Gozo

Xlendi Reef e Xlendi Tunnel

Isola di Gozo – immersioni: Xlendi Reef e Xlendi Tunnel

Il tunnel che attraversa il promontorio è profondo solo 2 metri dalla parte di Xlendi Bay e 6 metri dall’altro lato, quindi è possibile attraversarlo facendo snorkeling. Da qui ci si immerge sulla sinistra verso un comodo punto di sosta e intorno alla barriera corallina, che si estende sott’acqua a partire dal promontorio. Parte di questo forma un pinnacolo, che dovrebbe essere vietato alle barche. La grotta è molto richiesta come immersione notturna, in quanto richiede solo un facile tuffo in acque poco profonde, ed e anche popolare tra i subacquei meno esperti, per i quali spesso rappresenta la prima avventura in grotta.

Le sue pareti sono brillantemente colorate da zoantidi dorate, rosse stelle marine e spugne, alghe verdi e viola, e ci sono vermocani ovunque. Molto comuni sono anche molluschi come flabellina rosa (flabellina affinis) e la Cratena peregrina. Durante i mesi invernali, un piccolo banco di giovani barracuda cerca rifugio all’ingresso della grotta.

 

Isola di Gozo – immersioni: un po’ di storia

 

Nell’estate del 1961, al Clearance Diving Team della Royal Navy Mediterranean Fleet fu richiesto di supportare le autorità del Museo di Malta nella ricerca di eventuali relitti storici di navi, lungo la costa di Gozo a Xlendi Bay. La Royal Navy mise in campo due squadre di sommozzatori per la ricerca subacquea e le successive operazioni di recupero.

Il Comandante P. Dowland guidò la squadra speciale di Clearance Divers (noti come “corkheads“= teste di sughero), mentre il Tenente J. Grazia coordinò una seconda squadra di supporto in superficie (nota come “steamers”).

L’obiettivo della spedizione era la barriera corallina appena fuori il piccolo porto di Xlendi, dove si supponeva che diverse navi romane e fenicie potessero essere state distrutte mentre cercavano riparo nella baia dai venti meridionali. Il Dott. Trump, curatore della sezione archeologica del Museo, coordinò la sua ricerca storica con le operazioni in mare condotte dalla Royal Navy. Si scoprì che vaste aree del reef ospitavano diversi tipi di antiche anfore utilizzate per il trasporto di olio, vino e grano. Per recuperare alcune delle anfore più pesanti, cariche di oltre 2.000 anni di accumulo di sabbia e limo, vennero impiegate particolari tecniche di sollevamento pesante.

Tra il 1991 e il 2001 vennero effettuate ulteriori indagini archeologiche subacquee, incluso uno speciale sondaggio del fondale marino, di un’area particolarmente ricca di anfore, situate a una profondità di 100 metri. L’area era grande 1 km per 4 km. Ulteriori dettagli in merito sono reperibili sul sito ProMare.

 

Dove si trova:

nell’angolo settentrionale della baia di Xlendi, attraverso il promontorio e sulla barriera corallina esterna.

Come ci si arriva:

la via preferita per questa immersione da terra è quella di saltare in acqua da una piattaforma rialzata, che si trova poco dopo il St Andrew’ Divers Cove. Da qui, si attraversa a nuoto la baia in superficie fino a trovare l’ingresso della grotta, appena sotto il pelo dell’acqua, evidenziato da alcune piante di un verde brillante che si trovano sulla parete calcarea, altrimenti nuda.

Condizioni:

riparata, ma a volte trafficata a causa delle imbarcazioni e dei bagnanti.

Profondità media:

6 metri

Profondità massima

25 metri

Visibilità media:

30 metri

nella grotta varia notevolmente da 6 a 30 metri

 

 

Scopri numerosi altri siti d’immersione o controlla il regolamento per immergerti a Gozo e a Malta sul sito ufficiale Professional Diving Schools Association Malta .